Langhe e Monferrato, cosa vedere e cosa fare in un fine settimana

Langhe e Monferrato, cosa vedere e cosa fare in un fine settimana

Langhe e Monferrato, cosa vedere e cosa fare in un fine settimana

In questo angolo di Italia che racchiude delle vere eccellenze ecco 10 spunti per vivere un weekend di puro piacere

Pubblicato su GQ il 23 maggio 2021 – di Eliana Barassi

Un tour nelle Langhe e Monferrato tra suggestive colline alla scoperta di vigneti prestigiosi, chef stellati, piccoli paesi arroccati e cantine che sono diventate patrimonio dell’Unesco. E pure un tocco di arte moderna 

Il Villaggio narrante di Fontanafredda

A Serralunga d’Alba nel cuore delle Langhe patrimonio mondiale dell’Unesco, il Villaggio Narrante di Fontanafredda , 120 ettari di riserva bionaturale, è il luogo perfetto per fare un balzo nella storia, visto che qui si consumò il grande amore di Re Vittorio Emanuele II e la Bella Rosina. In quella che fu residenza reale si scoprono le cantine ottocentesche, tra le più scenografiche al mondo, dove si trova pure la Cattedrale, utilizzata all’origine come fienile e così chiamata per il soffitto che ricorda quello di una cattedrale gotica e che conserva preziose barriques di Barolo. Da non perdere un pranzo vista lago nella Villa Reale, un tempo Palazzina di Caccia del Re. Nel regno di chef Ugo Alciati all’interno dello stellato Guidoristorante  si assaggiano indimenticabili agnolotti in tre assaggi e l’evergreen vitello tonnato, in menù dal lontano 1960. 

Serralunga d'Alba © eli77

Serralunga d’Alba © eli77

Ad Asti, la patria del Moscato

Asti non è solo importante perché qui è nato il Consorzio dell’Asti Docg  che riunisce le bollicine dolci più celebri del mondo: Asti dolce e secco e Moscato d’Asti che oggi rinascono ad una nuova vita grazie ad accostamenti insoliti che sono il trend del bere 2021 ma è pure la città natale di Vittorio Alfieri, una delle personalità più irrequiete del XVIII secolo.  Nella città delle 100 torri, di fattezze medioevale, ha poi sede il palio più antico d’Italia, che conclude la settimana vitivinicola del Douja Dor, uno degli eventi più pittoreschi del Piemonte tutto dedicato a San Secondo e pure la Cattedrale di S. Maria Assunta, risalente al XVI secolo, maestoso monumento gotico-romano che evidenzia il volto di una città di mercanti e banchieri.

Country landscape of Monferrato (Asti, Piedmont, Italy) at summer, with vineyards © clodio

Country landscape of Monferrato (Asti, Piedmont, Italy) at summer, with vineyards © clodio

Suite country chic a Mombaruzzo (AT)

Indirizzo chic per romantici?? Il Relais Villa Prato  si trova a Mombaruzzo tra le colline del Monferrato dove da 4 generazioni viene distillata una grappa famosa in tutto il mondo. Che entra pure nella Spa con trattamenti cosmetici dal forte potere anti-age. Una sorta di albergo diffuso il cui epicentro è il palazzo settecentesco incastonato nel piccolo borgo a cui si sono aggiunte, nel tempo, La Tabaccaia e il Borgo, tutte accomunate da eleganti suites il cui interior è un inno allo stile country chic. 

Vineyards in Piedmont © LianeM

Vineyards in Piedmont © LianeM

Il circo in vigna

Rigogliosi vigneti e splendidi panorami sono la cornice dell’Azienda Agricola Ghione, incastonata al centro di una delle aree più celebri per la produzione di Moscato d’Asti, appena sopra Canelli. I vigneti, che si estendono sulle spettacolari colline dominate dall’antica torre di avvistamento dei Contini dalla cui sommità la vista a 360° sui filari è a perdita d’occhio, sono il parterre eccezionale di VignArt, l’arte in vigna che quest’anno il 31 luglio prevede esibizioni circensi accompagnate da un sofisticato pic nic a base di lingua dell’Alta Langa e tonno di galletto con degustazione di Moscato d’asti Canelli  e Alta Langa a profusione. 

Grappoli © Andrea Tomasetto

Grappoli © Andrea Tomasetto

I Tajarin 40 tuorli a Canelli 

Una storia che perdura da 60 anni. Un ristorante tra i più raffinati del Monferrato, proprio a Canelli. Un menù che riflette la storia gastronomica di questa  area del Piemonte. Da gustare lentamente nel bucolico dehors del Ristorante San Marco a Canelli. Il patron Piercarlo Ferrero è sommelier ed esperto trifolau, ma è Mariuccia, la moglie e chef a portare in tavola  superlativi  Tajarin 40 tuorli al ragù bianco di salsiccia di Bra e agnolottini dal “plin” alla Monferrina. 

Ristorante San Marco  ©  Ristorante San Marco

Ristorante San Marco © Ristorante San Marco

Agnolotti nel monastero

Un antico convento dei monaci Cirstercensi che domina dall’alto le colline delle Langhe. Una terrazza aperta sull’infinito. Il ristorante stellato Guido da Costigliole del Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo, che d’inverno accoglie gli ospiti nelle cantine storiche del monastero dove volte a botte e pietra a vista creano una scenografia a forte impatto, è l’apoteosi della cucina piemontese che si innalza nel superlativo vitello tonnato e nell’apparentemente semplice carne cruda battuta al coltello per raggiungere le vette degli Agnolotti al tovagliolo, il simbolo della famiglia Alciati sin dagli anni ’60. 

Vitello tonnato Guido da Costigliole Relais San Maurizio

Vitello tonnato Guido da Costigliole Relais San Maurizio

Una robiola per intenditori

Bisogna inerpicarsi sulle colline che circondano Monastero Bormida nelle Langhe astigiane per raggiungere un indirizzo davvero gourmand. Al Caseificio Agricola Marconi si produce la  Robiola di Roccaverano D.o.p., prodotto artigianale al latte di capra in purezza dal gusto inconfondibile, la cui storia arriva fino ai Celti. Da provare assolutamente l’accostamento insolito con il Moscato d’Asti, un incontro fatale da cui si può diventare dipendenti!

Robiola di Roccaverano  © Consorzio Robiola di Roccaverano Dop

Robiola di Roccaverano
© Consorzio Robiola di Roccaverano Dop

Le Cattedrali sotterranee 

Una Cattedrale scavata interamente a mano sotto il fianco della collina soprastante la città di Canelli che si estende per circa 5.000 metri quadrati e raggiunge una profondità massima di 38 metri. E che è pure stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. La caratteristica marna sedimentale, ricca di tufo calcareo, favorisce il mantenimento della temperatura costante a 13 gradi, perfetti per i lunghi affinamenti in bottiglia degli spumanti metodo classico Contratto. Cantina che fu pure fornitore ufficiale dei reali e addirittura del Vaticano.  

Cattedrali sotterranee Contratto © Cantine Contratto

Cattedrali sotterranee Contratto © Cantine Contratto

Cattedrali sotterranee Cantine Contratto © Cantine Contratto

Cattedrali sotterranee Cantine Contratto © Cantine Contratto

Pic Nic nei vigneti

Il pic nic più suggestivo si declina tra i dolci vigneti  dell’Azienda Torelli di Bubbio, piccolo borgo aggrappato ad una terrazza rocciosa della Langa astigiana. E’ Paola dell’Agriturismo Tre Colline in Langa ad allestire un biucolico pic nic con tanto di cuscini, plaid e cappelli di paglia a base di selezionati prodotti a km 0 dove trovano posto pure degli ottimi ravioli al plin. Il tutto innaffiato da spumeggianti Asti Docg di Michela e Spumante Brut Rosé di Torelli che dal 1987 produce solo vini biologici. 

Pic nic in vigna Azienda Torelli

Pic nic in vigna Azienda Torelli

Tra tramonti e panchine giganti 

Arte open air a Strevi dove sulla sommità dei  vigneti della Tenuta Marenco una big bench giallo limone dell’artista americano Chris Bangle si innalza con prepotenza verso il cielo. Perfetto connubio di ambiente bucolico e grandi vini, Cascina Valtignosa è il luogo perfetto per un tramonto da favola e un immancabile calice di Asti Docg.

Langhe © StevanZZ

Langhe © StevanZZ