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Nasce l’Asti Secco, nuova opportunità per il Nord Ovest

Fonte: Telenord – canale SKY 845

Intervista a Giorgio Bosticco – Rai3 Tgr Piemonte

Giorgio Bosticco, intervistato da Matteo Spicuglia per Rai3 Tgr Piemonte, anticipa le nuove prospettive dischiuse dall’Asti secco e prospetta un 2017 positivo per le due Docg astigiane (Moscato e Asti).

Spot TV Asti docg e Moscato d’Asti docg – Natale 2016

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Spot Natale 2016

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LA STAMPA FESTEGGIA I 150 ANNI CON L’ASTI DOCG
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Il Consorzio per la Tutela dell’ASTI docg partecipa a “Il Futuro del Nord-Ovest”, l’iniziativa in 15 differenti tappe promossa da La Stampa nelle province del Piemonte, della Valle D’Aosta e della Liguria per analizzare la situazione economica e sociale dei diversi territori.
Da questo viaggio nasce il sodalizio fra l’Asti docg, eccellenza del Made in Italy e del territorio di Langhe e Monferrato, con il Quotidiano punto di riferimento per l’informazione del Nord-Ovest.
“L’ASTI docg è lo spumante ideale per le celebrazioni ed è per questo che abbiamo scelto di essere le “bollicine” ufficiali per brindare ai 150 anni de La Stampa, per festeggiare insieme questo importante e storico traguardo con uno sguardo rivolto al futuro”, afferma Giorgio Bosticco, Direttore del Consorzio per la Tutela dell’ASTI docg.
Per celebrare questa ricorrenza sono state realizzate una campagna stampa e un’etichetta dedicata all’evento in special edition, che sarà la protagonista del brindisi durante gli eventi in programma.
Il 9 febbraio, data ufficiale dei 150 anni, Il Consorzio per la Tutela dell’ASTI docg presenterà un nuovo soggetto di campagna specificamente dedicato all’Anniversario.

Alla scoperta dell’Asti spumante: l’altra faccia delle bollicine italiane

Era il 1865, quando Carlo Gancia metteva a punto il primo “Spumante d’Italia”, il Moscato-Champagne: bollicine fini come quelle del cugino francese, ma un gusto più dolce e un aroma che ricorda la rosa. In oltre 150 anni di storia, l’Asti spumante ha conquistato il mondo, raggiungendo importanti quote di mercato in Germania, Russia e Stati Uniti. Un gusto inconfondibile che nel 1993 ha ottenuto la denominazione Docg, riconoscimento che ha legato ancora di più questo vino al territorio piemontese. Il Consorzio per la tutela dell’Asti è stato costituito nel 1932 e raccoglie 79 aziende vinicole, che si sviluppano in 52 comuni che attraversano tre provincie: Asti, Cuneo e Alessandria. Una realtà che ogni anno produce 80 milioni di bottiglie tra Asti spumante e Moscato d’Asti.

 

Video di Stefano Scarpa

 

Fonte: www.lastampa.it

Annata a 5 stelle per spumante e moscato del Consorzio Asti Docg

Pubblicato il 14 set 2016
Roma, (askanews) – Cielo azzurro e punte di 30 gradi fino alla metà di settembre hanno influito positivamente sulla vendemmia in Piemonte. Il presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg, Gianni Marzagalli, conferma:
“La vendemmia sta andando molto bene. I riflessi sono stati più positivi che negativi perché l’uva non è entrata in stress. Il clima asciutto e secco ha portato effetti positivi – ha spiegato, annunciando – Sarà un’annata assolutamente da 5 stelle”.

Nel Consorzio nato nel 1932, ci sono nomi di fama internazionale come Campari, Martini, Gancia e cantine blasonate come Coppo o Contratto di Canelli. Il piccolo borgo nell’astigiano, che è stato la culla dello spumante italiano, oggi si sta trasformando in meta ricercata da americani e tedeschi che girano nelle cantine. Il direttore del Consorzio, Giorgio Bosticco:
“L’85 per cento della produzione va all’estero e i mercati principali sono Germania, Russia e Stati Uniti, a cui va più del 50% di tutto l’export”.
All’orizzonte si profila la nascita di un nuovo prodotto, un Asti più secco.
“Stiamo provando nuove strade, con una versione con residui zuccherini naturali inferiori, in linea con certe tendenze di consumo più orientate verso spumanti secchi”.
La proposta di chiedere una modifica del disciplinare dell’Asti Docg è stata approvata dal Comitato vitivinicolo piemontese il 12 settembre. Ora spetta al Comitato vitivinicolo nazionale pronunciarsi. L’auspicio è di poter bere il nuovo Asti secco già entro l’inizio del 2017.

L’Intervista

Un Asti Docg “secco”, da affiancare al tradizionale dolce, per andare incontro al mercato, aumentare la capacità espressiva del Moscato nel territorio e ridare reddito ai viticoltori: parla il direttore del Consorzio dell’Asti Docg Giorgio Bosticco